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Bologna, Pd e Arcigay. Il partito si spacca sull’emerito Lo Giudice


L’affitto gratuito al Cassero apre uno scontro (non il primo), nel Pd in Comune. Con critiche al capogruppo Sergio Lo Giudice. Non è piaciuta una sua frase, su Facebook, all’indirizzo di Galeazzo Bignami, il consigliere regionale Pdl che con Marco Lisei aveva sollevato il caso della gratuità della sede del circolo Arcigay. «Cos’è questa ossessione, Galeazzo? Non è che c’è dietro un compagno delle medie che non ti si filava?», scrive Lo Giudice. Non tutti, nel Pd, hanno riso. Non Raffaella Santi Casali, che avrebbe messo in discussione lo stesso ruolo di capogruppo. Lo Giudice intanto affermava di «avere risposto a battute offensive» apparse sul profilo Facebook di Biagnami. Benedetto Zacchiroli, gay come il capogruppo, lo bacchetta: «Certe battute sgradevoli non aiutano la reciproca comprensione e sono da rottamare come impostazione infelice». Maria Cristina Marri (Udc), sta con il Pdl. A Radio Tau parla di «iniquo sostegno, per fini elettorali, ad alcune associazioni e non ad altre. È giusto fare ricorso alla Corte dei conti». (Il Resto del Carlino)

Foto pedopornografiche sul sito di un locale affilliato all’Arcigay?


Vi avevamo anticipato una nostra inchiesta sul “finto” moralismo del ‘sonoioilpresidentenazionale’ Paolo Patanè, che da un lato si scaglia contro le immagini presenti sul nostro sito, che tanto lo turbano…, e dall’altro incassa a piene mani i soldi provenienti dal circuito “culturale” di Arcigay, costituito da 90 e passa associazioni federate ad Arcigay Nazionale che in realtà sono saune, discoteche e cruising bar definiti. eufemisticamente, nel corso dell’ultimo consiglio nazionale ‘aziende’.

Bologna. Pdl all’assalto del Cassero: usano i contributi pubblici per attività commerciali

Il Pdl di Bologna vuole andare alla Corte di conti contro il Cassero. Il Comune non gli fa pagare un affitto che costerebbe circa 6.000 euro al mese e, in più, si sobbarca la metà delle utenze. E intanto, il club Arcigay, che fa un’attività fondamentalmente commerciale, ha un bilancio di 1,5 milioni di euro all’anno, con incassi che derivano in particolare da serate disco e dal bar, quindi “non risponde a una finalità pubblica”. Non solo, ma i dati sulle spese sostenute per le utenze non tornano. Il Pdl ingaggia una nuova battaglia contro il Gay lesbian center di Bologna e chiede al Comune di rivedere la convenzione in scadenza quest’anno, di fare un bando per l’assegnazione… continua

Pd, la foto taroccata indigna i gay… dell’Arcigay
La solita cortina fumogena per non far capire un bel nulla di quanto stia succedendo, qualcuno non la racconta giusta su questa foto che non è un poster ma solo un fotomontaggio che poi sia di dubbio gusto o meno decidetelo voi. Comunque qui la raccontano in un modo e qui in un altro.  Chi dei due avrà ragione? Per saperne di più forse sarebbe bastato leggere l’articolo originale senza troppe faziosità pilotate maldestramente e in modo dilettantesco, per capire in realtà a cosa serve questo fotomontaggio. Ancora una volta c’è una mamma sempre incinta…L’intelligenza non è un optional, la mistificazione e la faziosità sì! (Max Forte)

Pd, la foto taroccata indigna i gay… dell’Arcigay

La solita cortina fumogena per non far capire un bel nulla di quanto stia succedendo, qualcuno non la racconta giusta su questa foto che non è un poster ma solo un fotomontaggio che poi sia di dubbio gusto o meno decidetelo voi.
Comunque qui la raccontano in un modo e qui in un altro.  Chi dei due avrà ragione?
Per saperne di più forse sarebbe bastato leggere l’articolo originale senza troppe faziosità pilotate maldestramente e in modo dilettantesco, per capire in realtà a cosa serve questo fotomontaggio. Ancora una volta c’è una mamma sempre incinta…
L’intelligenza non è un optional, la mistificazione e la faziosità sì! (Max Forte)

Viaggio attraverso i morigerati centri di cultura quali sono i circoli dell’Arcigay

Diciamolo subito per togliere ogni dubbio, se non ci fosse Paolo sonoioilpresidentenazionale Patanè bisognerebbe inventarlo. Dove mai trovare una simile maldestra macchietta? Non contento di sfasciare giorno dopo giorno il già sgangherato movimento lgbt, il nostro eroe passa ormai molto tempo sul web (visto che la sua segreteria nazionale di fatto non esiste più) e, tra una censura e l’altra, occhieggia voluttuoso il nostro sito.

In rete le tette al vento di Maura Chiulli, responsabile nazionale cultura Arcigay

Quando abbiamo visto questa foto allegata ad un’email che ci è stata inviata, lo ammettiamo, siamo rimasti sconcertati e non siamo colleggiali imberbi che si scandalizzano o da tacciare di moralismo…
Ma che ci fa Maura Chiulli con le tette al vento in una foto che gira su internet? La Chiulli, per chi non lo sapesse è la responsabile nazionale del settore cultura dell’Arcigay, di cui peraltro non sono noti programmi o attività nell’associazione se non quella di girare circoli, circolini e circoletti per presentare dei libri di cui è autrice.

Il tesoretto scomparso dell’Arcigay di Milano: prime ammissioni senza spiegazioni. “In passato accuse di malversazione”

Certamente ricorderete tutti la nostra inchiesta sul tesoretto “scomparso” del CIG-Arcigay Milano, i 420.000 euro, su 700.000 dichiarati, che venivano ascritti in bilancio come promesse di pagamento ma senza specificare promessi da chi, per quale ragione e a chi, ma anche i 300.000 versati non si sa bene dove e come. Conti correnti? Titoli di stato? A nome di chi? Mistero…

Beefcake Dedicato al presidente nazionale dell’Arcigay Paolo Patanè e ai suoi compagni di merende che non hanno ben chiaro il concetto di 'pornografia'…
Foto vista su Dreamboys

Beefcake
Dedicato al presidente nazionale dell’Arcigay Paolo Patanè e ai suoi compagni di merende che non hanno ben chiaro il concetto di 'pornografia'

Foto vista su Dreamboys

Paolo Patanè ci minaccia: “chi posta su Facebook NotizieGay sarà denunciato”

Anche la casta gay, come tutte le altre, ha paura della stampa libera e indipendente. Così il presidente-farfalla dell’Arcigay Nazionale Paolo Patané passa il suo tempo a setacciare Facebook censurando le bacheche in prima persona. Si narra che addirittura faccia chiamate mattutine in cui impone, come prova di fedeltà e ‘sottomissione’, la cancellazione di questo o quel link poco gradito.

La casta del movimento Lgbt: le bufale del 2011

Bufale, menzogne, falsità: il 2011 ha visto il nostro sgangherato movimento Lgbt toccare vette altissime in questo settore. Grazie agli spot e al pressapochismo dei conducator e dei piccoli capetti del movimento, al loro atteggiarsi a statisti e ai soldi che spendono e spandono (a nostro nome), l’Italia è fanalino di coda in Europa per quanto iguarda i diritti e la comunità gay è dimenticata dalla politica. Eccone alcune.

IL FASULLO CENSIMENTO ISTAT – la casta gay annuncia di aver raggiunto un accordo con l’Istat che permetterà di contare le coppie gay per la prima volta nella storia con il Censimento del 2011. A fare da capofila alla campagna è Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it che lancia un’iniziativa di comunicazione soprattutto grazie alla collaborazione con Arcigay e Certi Diritti, iniziativa ignorata dai gay e dai media. Peccato: occasione sprecata. A cui si unisce la figuraccia della dichiarazione del presidente Istat che annuncia che le “coppie gay non saranno censite” perché l’istituto si attiene solo alle norme in vigore nel paese.

Famiglia. A Palermo l’Arcigay è contro il cardinale


L’Arcigay critica l’omelia dall’arcivescovo di Palermo, il cardinale Paolo Romeo, che durante la celebrazione eucaristica nel suo consueto incontro di inizio anno con gli amministratori della città, ha lanciato «un accorato appello perchè tutte le istituzioni si adoperino responsabilmente per salvaguardare il carattere sacro e di insostituibile valore dell’unione fra un uomo e una donna, è all’interno della famiglia che il dono della vita… continua

Retroscena. 9 giugno 2012: Pride Nazionale a Bologna e via libera al Coordinamento Italiano Pride.

L’Assemblea del movimento pensiona il duo Praitano-Patanè. Il luogo c’è: Bologna. La data pure: 9 giugno, l’organizzatore scontato: il Cassero di Bologna.
Il 10 giugno i soloni, i nani e ballerine on lustrini e paillettes del movimento gay passeranno il loro tempo a discutere su chi c’è l’ha più lungo (il corteo) e quanti articoli hanno avuto nella cronaca locale della “Gazzetta della mortadella”.

Nel frattempo, sei mesi prima, il 10 dicembre 2011 si è riunita a Roma l’Assemblea nazionale del movimento lgbt voluta da Giuseppina La Delfa, presidente di Famiglie Arcobaleno, che, con Arcilesbica nazionale e Agedo nazionale guida il fronte del no al Bologna Pride, visto come calato dall’alto da parte dal Patané sempre più autarchico (aggettivo che non dovrebbe affatto spiacere ai suoi ex datori di lavoro tanto appassionati del Ventennio!)

Paolo Patané: dodici mesi di fallimento totale


La bancarotta morale e politica di Arcigay, aspettando quella economica.
Il presidente che invocava sobrietà e si è fatto la casa al Colosseo coi soldi degli iscritti
Si avvicina l’anno nuovo e come d’uopo bisogna fare i bilanci per vedere se si è stati buoni o cattivi, così da non essere sorpresi dal trovare carbone nella calza appesa al caminetto. Cominciamo con Paolo Patanè, presidentedell’Arcigay Nazionale, sulle cui improbabili esternazioni, gaffes, e ridicolo curriculum (si spaccia per ex top manager presso enti, banche e università, ma è tutto falso!) ci siamo concentrati per svelare le miserie del nostro sgangherato movimento lgbt.

Il gay pride nel giugno 2012 a Bologna risponde a pure logiche di partito


La giunta Merola alla prova del fuoco Nei giorni scorsi la polemica sulla Consulta per la famiglia, con l’innesto delle associazioni omosessuali e la fuga di quelle cattoliche, che ha fatto traballare il governo della città. Da mesi le polemiche sulla possibilità di un registro comunale per le unioni civili delle coppie omosessuali. Problematico per la giunta Pd barcamenarsi tra gli storici alleati di centrosinistra (Sel e Idv) e nuovi lidi moderati (Udc) con in mezzo una storica certezza locale: l’Arcigay/Il Cassero a Bologna è una potenza elettorale e politica… continua

Bologna. Il pride dell’Arcigay nella bufera. Udc, Pdl e Lega attaccano

E sulla Consulta per la famiglia e Ici, la diocesi è ferma.
Il Gay Pride sbarca sotto le Due Torri nel 2012. E accende la polemica. «Se l’assessore Lepore definisce l’arrivo della parata a Bologna un risultato importante, allora non abbiamo capito quali sono le vere priorità della società», tuona Silvia Noè, presidente del gruppo dell’Udc in Regione. «Questa città non è amministrata da persone connesse con i tempi attuali — aggiunge —: bisognava candidarla a ospitare approfondimenti e forum sulle emergenze familiari o sui giovani senza lavoro. Trovo più attuali le donne che dicono ‘se non ora quando?’». Sul Gay Pride frena anche il Pdl. «Vedremo le intenzioni degli organizzatori — dice Marco Lisei, capogruppo del Pdl in consiglio comunale —, ma che non sia un’altra Frocessione». Per Lisei la parata… continua

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