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Bologna, Pd e Arcigay. Il partito si spacca sull’emerito Lo Giudice


L’affitto gratuito al Cassero apre uno scontro (non il primo), nel Pd in Comune. Con critiche al capogruppo Sergio Lo Giudice. Non è piaciuta una sua frase, su Facebook, all’indirizzo di Galeazzo Bignami, il consigliere regionale Pdl che con Marco Lisei aveva sollevato il caso della gratuità della sede del circolo Arcigay. «Cos’è questa ossessione, Galeazzo? Non è che c’è dietro un compagno delle medie che non ti si filava?», scrive Lo Giudice. Non tutti, nel Pd, hanno riso. Non Raffaella Santi Casali, che avrebbe messo in discussione lo stesso ruolo di capogruppo. Lo Giudice intanto affermava di «avere risposto a battute offensive» apparse sul profilo Facebook di Biagnami. Benedetto Zacchiroli, gay come il capogruppo, lo bacchetta: «Certe battute sgradevoli non aiutano la reciproca comprensione e sono da rottamare come impostazione infelice». Maria Cristina Marri (Udc), sta con il Pdl. A Radio Tau parla di «iniquo sostegno, per fini elettorali, ad alcune associazioni e non ad altre. È giusto fare ricorso alla Corte dei conti». (Il Resto del Carlino)

Bologna. Pdl all’assalto del Cassero: usano i contributi pubblici per attività commerciali

Il Pdl di Bologna vuole andare alla Corte di conti contro il Cassero. Il Comune non gli fa pagare un affitto che costerebbe circa 6.000 euro al mese e, in più, si sobbarca la metà delle utenze. E intanto, il club Arcigay, che fa un’attività fondamentalmente commerciale, ha un bilancio di 1,5 milioni di euro all’anno, con incassi che derivano in particolare da serate disco e dal bar, quindi “non risponde a una finalità pubblica”. Non solo, ma i dati sulle spese sostenute per le utenze non tornano. Il Pdl ingaggia una nuova battaglia contro il Gay lesbian center di Bologna e chiede al Comune di rivedere la convenzione in scadenza quest’anno, di fare un bando per l’assegnazione… continua

Bologna. Censimento di chi si prostituisce per fargli pagare le tasse?


Raccolti i dati su nome, nazionalità, alloggio e compensi medi. I carabinieri: “Servono per i controlli fiscali”

Come si chiamano, da dove vengono, dove abitano, da quanto tempo si prostituiscono e, anche, quanto guadagnano. Sono le domande di un modulo operativo, una sorta di questionario distribuito negli scorsi mesi alle “lucciole” sui viali di Bologna da parte dei carabinieri. Il `censimento´ però fa discutere: “Si tratta - sottolinea il Comitato per i diritti civili delle prostitute onlus, su quotidiani locali - di un abuso. Una schedatura, una violazione della legge Merlin”. Ma il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Alfonso Manzo, difende l’iniziativa avviata… continua

Bologna. Un flop il registro delle coppie di fatto


Sorpresa: nessuno si iscrive al registro delle coppie di fatto. Il Comune di Bologna, infatti, non solo riconosce sostanzialmente pari diritti alle coppie conviventi, ma dà anche la possibilità a chi non è sposato di formalizzare la propria unione ‘affettiva’. Peccato che i conviventi preferiscano non farlo, come spiegano con un po’ di imbarazzo gli stessi uffici comunali. Nonostante questa possibilità, peraltro abbastanza nota, sia anche in bella vista su Iperbole sotto la voce “lesbiche, gay, trans” e la richiesta, molto semplice da fare, possa essere presentata in qualsiasi sportello di quartiere. L’attestato, recita il sito, “serve a dimostrare che persone non legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione o tutela, co-abitanti nella stessa unità immobiliare del Comune di Bologna, costituiscono un unico nucleo familiare in ragione dell’esistenza di vincoli affettivi”. Ma, a quanto pare, nessuno ne approfitta… continua

Consulta famiglia a Bologna. La Curia ordina, l’associazionismo cattolico obbedisce

Sarà che due pontificati schiettamente reazionari e preconciliari (di cui uno felicemente in corso) non passano invano; sarà che nel Belpaese si difetta di “cattolici adulti”; fatto sta che nel mondo dell’associazionismo confessionale l’obbedienza alle gerarchie sui valori “non negoziabili” è ancora un valore indiscusso. Perinde ac cadaver.

Prendete il caso della Consulta per la famiglia del Comune di Bologna. C’è un assessore al Welfare, Amelia Frascaroli (in foto) – prodiana sostenuta da Sel, una vita nella Caritas – che prende sul serio il messaggio evangelico dell’accoglienza e dell’inclusione: a ottobre invita due associazioni, Famiglie arcobaleno, che riunisce genitori omosessuali e Agedo, composta di genitori con figli gay… continua

Bologna. Scontro nel centrosinistra sulla via da intitolare a Marcella Di Folco


L’intitolazione di una via a Marcella Di Folco manda in tilt maggioranza e Consiglio comunale di Bologna. Sul riconoscimento all’ex presidente del Mit (Movimento italiano transessuali), scomparsa il 7 settembre scorso, la maggioranza si ritrova in ordine sparso nella commissione che questa mattina doveva discutere la questione. Una seduta che è stata perfino secretata (su richiesta di Daniele Carella del Pdl), anche se dissidi e polemiche sono comunque usciti dalle porte chiuse. Dopo la seduta, infatti, c’è chi, come Cathy La Torre, l’esponente Sel che porta avanti la richiesta di intitolazione, si indigna e parla di “sagra dell’intolleranza”. La vendoliana è convinta che “cose come questa mettano in discussione la tenuta della maggioranza”… continua

Bologna, Lgbt guastafeste. Famiglia, Casini: “Preoccupante una Consulta senza i cattolici”

Il leader dell’Udc: “E’ un problema se Merola non rappresenta anche l’identità cristiana della città”. Sul Gay Pride: “Farlo a Roma o a Bologna, poco cambia. Rispetto gli omosessuali, ma non mi piace l’esibizionismo” La polemica scaturita dal via libera, da parte del Comune di Bologna, all’ingresso nella Consulta per la famiglia di due associazioni vicine al mondo omosessuale - una decisione che ha portato 12 associazioni cattoliche ad abbandonare quella sede di confronto - “è un fatto molto triste e preoccupante”. A sostenerlo è il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, a margine del pranzo degli auguri di Natale dell’Udc bolognese… continua

Gaypride a Bologna continuano le polemiche. Soddisfazione del Cassero

Il Gay Pride nazionale del 2012 si terrà in giugno a Bologna. Dopo l’annuncio di Matteo Lepore, coordinatore della Giunta del sindaco Virginio Merola, arrivano i commenti. Silvia Noè, consigliera dell’Udc, ha spiegato a Bologna Today perchè il Gay Pride non posse essere “un risultato” come lo definisce invece Lepore.
Cosa pensa della notizia arrivata ieri?

Avrei preferito un Family Day, un Volontariato Day, qualcosa di più aderente alle esigenze della società di oggi. Avverto una certa ansia da prestazione da parte del mondo omosessuale nel loro modo di comunicare, volto a conquistare solo molta visibilità, ma nel modo sbagliato e mi auguro che questa manifestazione non abbia nulla a che fare con la “Frocessione” che per fortuna è stata bloccata. 

… continua

Il gay pride nel giugno 2012 a Bologna risponde a pure logiche di partito


La giunta Merola alla prova del fuoco Nei giorni scorsi la polemica sulla Consulta per la famiglia, con l’innesto delle associazioni omosessuali e la fuga di quelle cattoliche, che ha fatto traballare il governo della città. Da mesi le polemiche sulla possibilità di un registro comunale per le unioni civili delle coppie omosessuali. Problematico per la giunta Pd barcamenarsi tra gli storici alleati di centrosinistra (Sel e Idv) e nuovi lidi moderati (Udc) con in mezzo una storica certezza locale: l’Arcigay/Il Cassero a Bologna è una potenza elettorale e politica… continua

Bologna. Il pride dell’Arcigay nella bufera. Udc, Pdl e Lega attaccano

E sulla Consulta per la famiglia e Ici, la diocesi è ferma.
Il Gay Pride sbarca sotto le Due Torri nel 2012. E accende la polemica. «Se l’assessore Lepore definisce l’arrivo della parata a Bologna un risultato importante, allora non abbiamo capito quali sono le vere priorità della società», tuona Silvia Noè, presidente del gruppo dell’Udc in Regione. «Questa città non è amministrata da persone connesse con i tempi attuali — aggiunge —: bisognava candidarla a ospitare approfondimenti e forum sulle emergenze familiari o sui giovani senza lavoro. Trovo più attuali le donne che dicono ‘se non ora quando?’». Sul Gay Pride frena anche il Pdl. «Vedremo le intenzioni degli organizzatori — dice Marco Lisei, capogruppo del Pdl in consiglio comunale —, ma che non sia un’altra Frocessione». Per Lisei la parata… continua

Oggi la sceneggiata dell’Arcigay per decidere che il pride nazionale si terrà a Bologna

L’assessore bolognese Lepore e il presidente dell’Arcigay bolognese lo annunciano su Facebook
Come da copione, sarà Bologna a ospitare, in giugno, il Gay Pride nazionale. Dopo un’inutile riunione tenutasi oggi a Roma da una risicata delegazione di circoli, circolini e circoletti del nostro sgangherato movimento Lgbt , l’Arcigay Bolognese l’ha avuta vinta sulla debole candidatura alternativa de L’Aquila che, a parole tutti sostenevano, ma che poi con tutto il suo peso l’Arcigay ha spazzato via.

A Bologna sfila la frocessione. “No alla chiesa e alle lobby di Dio”


Lega e Pdl hanno cercato fino alla fine di ottenere un divieto alla manifestazione. Un coro di no a cui si è unito anche l’Udc. “Ci hanno fatto pubblicità. Ed è vero: il nostro era un corteo volutamente blasfemo”Alla fine hanno sfilato come previsto, i ragazzi e le ragazze della “Frocessione”, la parata anticlericale – “e pure un po’ blasfema”, aggiungono loro – che ha attraversato Bologna in protesta contro la chiesa cattolica e il consumismo natalizio. Una manifestazione che aveva suscitato le ire del centrodestra tanto da monopolizzare, o quasi, l’attenzione di molti politici cittadini. A cominciare da Galeazzo Bignami, consigliere regionale del Pdl che aveva addirittura… continua

Bologna, Lgbt nella Consulta. La Chiesa attacca duramente: “Un dovere uscirne”

In un editoriale non firmato su Bologna Sette: “Una grave offesa, la Chiesa denuncia tale decisione”. E ai cattolici ricordato il “grave dovere” di astenersi dal cooperare.
La Curia scende in campo contro il Comune per la decisione di consentire l’accesso alla Consulta per la famiglia anche a due associazioni legate al mondo gay. Un attacco durissimo, quello che si potrà leggere sul numero del serttimanale ‘Bologna Sette’ in edicola domenica col quotidiano Avvenire. Si tratta di un editoriale non firmato e perciò ancor più autorevole. L’Arcidiocesi ne ha diffuso il testo integrale…. continua

Bologna, contrasti su grandi opere, gay e indignados spaccano la maggioranza Pd-Sel


Le frizioni sono iniziate con le occupazioni degli indignati e proseguite con il People Mover. Ora Sel si è astenuta anche sulla fusione tra le ferrovie regionali e l’Atc. Ma il partito di Bersani ha grossi problemi anche al suo internoNon si fermano le scosse sismiche che da alcune settimane stanno facendo tremare i muri portanti della maggioranza al Comune di Bologna. Semplici scosse di assestamento, pare, ma da un momento all’altro potrebbe arrivare il terremoto grosso, the Big One. Epicentro dello scontro i consiglieri di area vendoliana di Sinistra ecologia e libertà, che sempre più spesso stanno facendo pesare i loro distinguo su diversi temi: prima le proteste e le occupazioni da parte degli indignati, poi la questione del People mover. Oggi infine altre due questioni: la fusione… continua

L’8 dicembre a Bologna la ‘frocessione’. Fioccano le condanne

«In questa città non ci facciamo mancare nulla da tempo però sicuramente questa logica fa del male, tutti dovrebbero essere responsabile delle proprie idee. È vero che c’è la libertà di manifestazione, ma sceglierla in una logica di contrapposizione è davvero una brutta cosa». Il sindaco Virginio Merola, boccia la ‘Frocessione’ organizzata per l’8 dicembre dai gruppi dell’aula C di Scienze politiche. «Ognuno ha la sua libertà d’idee — dice —, ognuno può manifestare, ma abbiamo passato un secolo nella logica ‘amico-nemico’: Berlusconi sta andando a casa, cerchiamo di superarla». La ‘Frocessione’… continua

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