Post taggati proteste

Canzoni e insicurezze sul profilo Facebook del ragazzo con l’estintore

Nel profilo di Facebook non c’è la foto del suo cespuglio di riccioli biondi. Ha preferito nascondersi dietro al disegno stilizzato di un vortice nero, forse metafora del suo tumulto interiore. «Sono in guerra con qualcuno, ma non so chi in realtà» è una delle frasi che si ritrovano nella bacheca internettiana di Fabrizio Filippi, detto «er pelliccia», ventiquattrenne di Bassano Romano (Viterbo), arrestato per aver lanciato un estintore contro le forze dell’ordine negli scontri di sabato a Roma. Sul suo profilo di Facebook il suo odio per le divise sembra montare lentamente per poi esplodere nel giorno degli scontri. Per esempio il 5 ottobre cita una canzone degli Articolo 31: «Quello sbirro che guarda ogni cosa che faccio solo in cerca di un motivo per cagarmi il ca*** perché sono dissociato, sono distaccato lui non mi ha capito e mi ha criminalizzato povero schiavo alienato»… continua

15 ottobre: oltre la violenza, l’indignazione

L’immagine che ricorderemo di questo 15 ottobre è quella delle devastazioni a Roma. Un migliaio di barbari ha rovinato la festa di 300.000 manifestanti pacifici e rubato la vetrina dei media, aprendo il campo a ogni di tipo di speculazione politica. La rivoluzione europea però non è quella delle auto e dei bancomat in fumo. E’ quella dei giovani che si sono riuniti a Roma, Bruxelles, Madrid, Barcellona, Parigi o Londra, per chiedere un futuro. Precisiamo: 951 città e 81 paesi diversi. Il mondo globalizzato ha prodotto una gioventù unita nelle proprie rivendicazioni. Per questo siamo convinti che il 15 ottobre sia una giornata storica. La ricordiamo con le immagini dei protagonisti, scattate… continua

Quelle voci su un patto per i seggi con Vendola dietro gli incidenti

La mossa dei «duri» per fermare i «dialoganti».
C’è anche la storia di un accordo segreto - vero o presunto, rinfacciato o negato - dietro gli scontri che col fumo dei blindati in fiamme hanno oscurato la manifestazione di sabato. Un accordo siglato da una parte dei leader del movimento antagonista per ottenere qualche seggio parlamentare alle prossime elezioni nelle liste di Sinistra ecologia e libertà, il partito di Vendola, che li avrebbe portati a dire troppi «sì» alle imposizioni istituzionali; ultima quella di un percorso del corteo del 15 ottobre lontano dalle sedi della politica, dal Parlamento a Palazzo Chigi, alla residenza di Berlusconi… continua

L’appuntamento. Indignados di tutto il mondo pronti al sabato caldo del villaggio globale

Il messaggio è partito da New York, è passato per Seattle, è rimbalzato a Detroit, e ha raggiunto Londra, Siviglia, Roma. Il popolo degli indignados di tutto il mondo è pronto a radunarsi sabato 15 ottobre, per contestare contro chi ha causato la grave crisi economica. Ciascuno nelle piazze del proprio Paese. In ben 662 città sparse in 72 diverse nazioni. Tutti insieme, invece, nella grande piazza virtuale del web.«L’unica cosa che abbiamo in comune è essere il 99% che non tollererà ancora a lungo la corruzione e l’aggressività dell’1%» è il loro slogan. E questo 99% è pronto. «Hola!» dice Nieves Montaño dal sito del movimento United for Global Change che raccoglie in un unico grande manifesto virtuale opinioni, idee e messaggi degli indignados… continua

Il caso. Pronto? Sì, il Teatro Valle è molto occupatoIl caldo torrido della città non li ha scoraggiati. La voglia di andare in vacanza nemmeno e dal 14 giugno non lo hanno abbandonato nemmeno per un’istante. Proprio come un bambino di cui si vuole salvaguardare la crescita, in questo caso già strepitosa ma che oggi necessita di molte cure ed attenzioni. Sì perché dal 19 maggio i politicanti e la burocrazia malandata del paese lo avevano messo a riposo e loro lo hanno riaperto. Sono attori, registi, tecnici… continua

Il caso. Pronto? Sì, il Teatro Valle è molto occupato
Il caldo torrido della città non li ha scoraggiati. La voglia di andare in vacanza nemmeno e dal 14 giugno non lo hanno abbandonato nemmeno per un’istante. Proprio come un bambino di cui si vuole salvaguardare la crescita, in questo caso già strepitosa ma che oggi necessita di molte cure ed attenzioni. Sì perché dal 19 maggio i politicanti e la burocrazia malandata del paese lo avevano messo a riposo e loro lo hanno riaperto. Sono attori, registi, tecnici… continua

Polemiche accese per la visita del Papa in Germania.
Il sindaco-governatore di Berlino, Klaus Wowereit, socialdemocratico, gay dichiarato e sposato, ha espresso «piena comprensione per i cittadini decisi a cogliere l’occasione della visita per ricordare che la Chiesa cattolica difende tesi legate allo scorso millennio, non al presente».

Madrid. Proteste contro l’arrivo del Pontefice per la giornata mondiale della gioventù.

Contestazione dei gay a Madid. Un bacio contro il Papa.Come a Barcellona nel novembre scorso, anche a Madrid Papa Ratzinger è  stato accolto simbolicamente da una «besada popular» organizzata da  collettivi gay per protestare contro la politica della Chiesa nei  confronti della omosessualità. Ma nella capitale l’intervento della  polizia spagnola ha fatto fallire parzialmente la protesta.
Convocati da un collettivo gay, un centinaio di omosessuali e lesbiche  che intendevano baciarsi pubblicamente sulla calle Serrano davanti alla  papamobile di Bendetto XVI è stato intercettato dagli agenti un’ora  prima del passaggio del papa. I manifestanti sono stati tenuti ad alcune  decine di metri di distanza dalla strada percorsa dal Pontefice. Si  sono allora baciati sulla bocca davanti ai poliziotti.
La «besada popular» avrebbe dovuto prodursi davanti alla papamobile. Gli  organizzatori hanno detto che con il bacio collettivo in pubblico  volevano respingere «le condanne moralistiche sulla sessualità» espresse  dal Vaticano.

Contestazione dei gay a Madid. Un bacio contro il Papa.
Come a Barcellona nel novembre scorso, anche a Madrid Papa Ratzinger è stato accolto simbolicamente da una «besada popular» organizzata da collettivi gay per protestare contro la politica della Chiesa nei confronti della omosessualità. Ma nella capitale l’intervento della polizia spagnola ha fatto fallire parzialmente la protesta.

Convocati da un collettivo gay, un centinaio di omosessuali e lesbiche che intendevano baciarsi pubblicamente sulla calle Serrano davanti alla papamobile di Bendetto XVI è stato intercettato dagli agenti un’ora prima del passaggio del papa. I manifestanti sono stati tenuti ad alcune decine di metri di distanza dalla strada percorsa dal Pontefice. Si sono allora baciati sulla bocca davanti ai poliziotti.

La «besada popular» avrebbe dovuto prodursi davanti alla papamobile. Gli organizzatori hanno detto che con il bacio collettivo in pubblico volevano respingere «le condanne moralistiche sulla sessualità» espresse dal Vaticano.

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