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Giorno della Memoria, l’intervento del Capo dello Stato


La Giornata della Memoria che abbiamo celebrato oggi è tra le più intense di questi ultimi anni. Per la forza politica e morale dei contributi del ministro Profumo e del Presidente Gattegna. Per le genuine, appassionate testimonianze degli studenti. Per il quadro ricco come non mai, che qui si è riflesso, delle iniziative indette, in tutto il paese ; per il valore – in particolare – di realizzazioni come quella della mostra del Vittoriano sui ghetti nazisti in Polonia o come quella dell’elenco, reso accessibile online, degli oltre settemila cittadini ebrei vittime della persecuzione nazifascista in Italia durante la Repubblica sociale e l’occupazione tedesca. Insomma, il ricordo della Shoah come tragedia dell’Europa sta toccando livelli sempre più alti di consapevole partecipazione nel nostro Paese. Dobbiamo dire che a… continua

Da Washington a Berlino, come si ricorda la Shoah in Rete

Immagini, musica, video, canzoni, tweet, progetti online: l’International Holocaust Remembrance Day si celebra in tutto il mondo. Una selezione delle iniziative più interessanti in Europa, Stati Uniti e Italia
Non solo libri, mostre e cerimonie ufficiali. Anche in rete la Giornata della Memoria si impone sull’attenzione degli utenti. Che da questa mattina stanno condividendo un fiume di messaggi, foto, video e tweet. In Italia, come nel resto del mondo. Ecco una selezione delle iniziative più interessanti ai quattro angoli del pianeta (Bel Paese incluso) raccolte attraverso Storify… continua

Shoah: il racconto di una trans deportata

La testimonianza di Lucy, vittima delle discriminazioni omofobiche del fascismo e internata nel campo di concentramento di Dachau: “Lì dove hanno tentato di distruggermi, ho vissuto sei mesi di fame, sacrifici e disperazione” L’intervista è tratta dal film documentario “Essere Lucy” di Gabriella Romano, distribuito da Vitagraph, www.vitagraph.it

Gli omosessuali e il Terzo Reich. Un olocausto dimenticato


“Dopo l’adunata della sera del 20 giugno 1942 venne improvvisamente dato un ordine: ‘Tutti i prigionieri con il triangolo rosa rimangano in piedi sull’attenti!’. Restammo in piedi sulla grande piazza desolata, dove arrivava una dolce fragranza di resina e legna, portata dalla calda brezza estiva dalle regioni della libertà; ma noi non potevamo godercela, perché le nostre gole erano ardevano ed erano riarse dalla paura. Quindi la porta del corpo di guardia della torre di comando si aprì e un ufficiale delle SS, assieme ai suoi lacchè, si diresse verso di noi. Il nostro comandante di distaccamento ordinò brusco: ‘Trecento deviati criminali, presentatevi all’ordine!’. Fummo registrati e poi ci venne rivelato che, secondo un ordine del Reichsfuhrung SS, la nostra categoria doveva essere isolata in un settore con pena intensificata e che il mattino seguente saremmo stati trasferiti tutti quanti nei Klinker Brickworks… continua

Shoah, cinque libri


Non ho mai fatto il conto di quante opere letterarie dopo il 1945 siano, in realtà opere sulla Shoah. Forse tutte. Di certo non c’è nessuno dei miei autori letterari (e cinematografici) che abbia evitato l’argomento, anche solo per toccarlo di sfuggita come eredità tragica della memoria. Certo, se avessi lo sguardo aereo e circolare di un Borges forse riuscirei a contarli tutti, per arrivare a sostenere che magari non il 100% ma almeno il 50% di tutti i libri scritti negli ultimi 60 anni include l’eterno ritorno della Shoah come tormento o come ispirazione: Auschwitz come delitto per eccellenza, come forza irresistibile del sunto simbolico e morale. L’Olocausto della Seconda Guerra mondiale rappresenta l’epilogo del racconto sull’umanità, l’infrangersi della più grande storia mai raccontata contro il principio di realtà. La Shoah come il capitolo conclusivo della Bibbia: il Mar Rosso che non si apre, Gesù che non ritorna, l’Apocalisse a colori tra il nero dei cattivi, il rosso-verde dei buoni (o presunti tali), le righe grigio-pallido della morte… continua

Intervista inedita a Giorgio Bassani, ‘Così ho raccontato gli ebrei’


Un ebreo che racconta storie di ebrei da un punto di vista diverso. “Non ho mai accettato l’idea di raccontare la loro storia solo attraverso l’Olocausto”. Così si espresse Giorgio Bassani (che qui vediamo nell’inconfondibile foto di Dino Ignani) nel maggio del 1984 in un’ intervista alla rivista francese ‘Chroniques Italiennes’, firmata da Elisabeth Kertesz-Vial, inedita in Italia e pubblicata dalla Nuova Ferrara. L’autore del ‘Giardino dei Finzi Contini’ parlò a ruota libera, di Ferrara, di ebraismo e di letteratura…. continua

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